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2-COME PROTEGGERE IL NOSTRO INTESTINO

2-COME PROTEGGERE IL NOSTRO INTESTINO

LA REGOLA DELLE TRE R: TERAPIE ALL'AVANGUARDIA (GUNA)

COME AIUTARE LA FLORA BATTERICA

Sin dalle prime battute di questo articolo abbiamo sottolineato l’importanza di una corretta alimentazione per la salute del microbiota umano e di conseguenza della nostra. Proprio con l’alimentazione si previene la disbiosi, contrastando la popolazione microbica “cattiva”, promuovendo quella “buona”.

Però per aiutare efficacemente la colonizzazione della nostra flora batterica intestinale abbiamo bisogno di interventi ad ampio spettro che considerino tre aspetti fondamentali:

  1. Rimuovere selettivamente fattori microbiologici patogeni e tossici dall’intestino;
  2. Recuperare l’integrità della mucosa intestinale;
  3. Ripopolare la flora batterica intestinale con le principali specie eubiotiche intestinali, promuovendo la salute del microbiota intestinale.

Proprio partendo da una corretta alimentazione si riesce a garantire un “terreno” favorente l’eubiosi e se il terreno è contaminato da cattive abitudini alimentari, si rende utile un’adeguata bonifica, che, secondo i termini più moderni, si identifica con il “wash-out” selettivo dell’intestino, atto a rimuovere tutte le sostanze tossiche ed i microrganismi patogeni dall’intestino stesso.

Un trattamento non farmacologico prevede l’uso di un idrogel a base di silicio (acido metilsilicico) che permette l’enteroadssorbimento tossinico dell’intero tratto gastroenterico. L’azione del trattamento permette la contemporanea riduzione del sovraccarico tossinico intestinale, un’efficace protezione della mucosa intestinale ed una selezione del microbiota intestinale non patogeno.

L’idrogel, assunto per via orale, comincia a svolgere la sua funzione adsorbente selettiva e specifica già nella cavità orale, quindi nello stomaco fino al lume intestinale, senza alterarne l’ambiente e la mucosa. Alla fine del suo transito il prodotto con il carico tossinico assorbito viene naturalmente e completamente eliminato con le feci. Per la sua particolare struttura globulare porosa, come una spugna, il gel è selettivo su molecole di medie dimensioni come l’urea, la creatinina, composti della degradazione proteica come i composti fenolici, indolcii, mercaptani, amine, bilirubina, colesterolo, acidi biliari, idrocarburi aromatici, endotossina ed esotossine batteriche, alcol etilico, solventi organici, tossine industriali e radionuclidi ambientali. Cattura inoltre allergeni e microrganismi patogeni come ad esempio l’Helicobacter pylori, Salmonella, Shigella, la Klebsiella, Escherichia coli, Clostridium, Rotavirus e miceti come la Candida.

Pur essendo particolarmente capace di catturare numerosi metaboliti tossici, e numerosi microrganismi patogeni, non assorbe nutrienti essenziali e molecole proteiche come le immunoglobuline.

 

                                                                                       

 

 

INTEGRATORI PROBIOTICI PER LA FLORA BATTERICA

Una volta effettuato questo trattamento enteroadsorbente intestinale, è opportuno intervenire sulla flora batterica intestinale e si consiglia l’uso di un simbiotico, costituito da una parte probiotica ed una parte prebiotica.


PROFLORA È UN COMPLESSO SIMBIOTICO UTILE PER RIEQUILIBRARE LA FLORA INTESTINALE.

In Proflora i ceppi batterici sono in forma microincapsulata e gastroprotetta ed è evidente che questa tecnologia permette la sopravvivenza dei ceppi batterici simbionti durante il transito gastrico e duodenale e garantisce il loro raggiungimento a livello intestinale dove, insieme ai Fruttoligosaccaridi a corta catena o FOSsc, una fibra vege.er i batteri commensali del microbiota.

nucleo probiotico di Proflora è composto da sei ceppi probiotici microincapsulati, gastroprotetti, vivi e vitali per un numero maggiore di due miliardi di batteri colonizzanti per dose (1 bustina). Cinque ceppi appartengono al genere dei lattobacilli ed uno al genere dei bifidobatteri:

  • Bifidobacterium lactis di cui Lactobacillus acidophilus costituisce il più importante ceppo probiotico del microbiota intestinale;
  • Lactobacillus rhamnosus
  • Lactobacillus plantarum
  • Lactobacillus acidophilus che produce acido lattico come prodotto della fermentazione del glucosio, inibisce la crescita di patogeni come quelli della putrefazione del latte;
  • Lactobacillus paracasei
  • Lactobacillus salivarius

Secondo recenti studi i ceppi gastroprotetti hanno una sopravvivenza maggiore del 250% per microincapsulati rispetto ai non microincapsulati. Tale nanotecnologia di microincapsulazione con matrice di acidi grassi vegetali, protegge i probiotici dall’aggressione del pH gastrico e dai sali biliari.

Il nucleo prebiotico di Proflora è rappresentato dai FruttoFOSsc ottenuti da barbabietola da zucchero, che sono il substrato ideale per la vitalità sostengono il microbiota.Inoltre, Proflora garantisce l’assoluta assenza di tutti gli allergeni indicati dalla normativa europea.

Vi sono diversi studi sulla capacità dei ceppi di Proflora di restare essere vivi e vitali all’interno del nostro intestino.

COLOSTRONONI

Una considerazione aggiuntiva e a parte va fatta in merito alla necessità di influenzare positivamente cioè di recuperare l’integrità della mucosa intestinale.

Le condizioni favorenti la disbiosi intestinale, se cronicizzate, portano ad un processo infiammatorio che, evolvendo, incide sull’istologia dell’epitelio intestinale.

La superficie intestinale con i suoi quattrocento metri quadrati di tessuto, rappresenta la relazione dell’organismo con il mondo esterno. Normalmente le delicate strutture mucosali dell’intestino svolgono l’importante funzione di filtro che seleziona e separa ciò che è nutriente e quindi da assorbire da ciò che invece è nocivo e quindi da scartare per non nuocere alla salute. Svolge, così, un’importante funzione di barrieradifensiva nei confronti di agenti patogeni.

Al contrario, in condizioni di disequilibrio, le mucose intestinali possono diventare le vie di entrata per il microbiota opportunista patogeno, virus batteri e miceti che diventano causa di numerose malattie infiammatorie, infettive e funzionali, dalle patologie intestino-correlate alle gastroenteriti, dalle reazioni avverse alimentari alle infezioni respiratorie ricorrenti.

Considerando gli esseri umani come un ecosistema complesso di cellule e microrganismi organismi viventi in simbiosi, comprendiamo come possano intrecciarsi ed interagire ed evolvere parallelamente il metabolismo nostro e di quello delle specie che ci abitano. Lo stesso microbiota è in continua evoluzione nel corso della vita dell’ospite, a partire dalla nascita fino alla morte.

Questa stretta relazione non permette di avere chiaro il senso di ospite o ospitati, perché organismo umano e microbiota contribuiscono reciprocamente alla regolazione omeostatica su cui si gioca il precario equilibrio tra salute e malattia.

Possedere un microbiota in salute permette agli organismi di adattarsi velocemente alle variazioni ambientali. Di fatto la velocità evolutiva di un microrganismo che riesce a replicarli molte volte in un solo giorno è di gran lunga più elevata di quella di un organismo pluricellulare che impiega migliaia di anni. Questo fa si che il microbiota conferisca capacità adattative ai cambiamenti dell’ambiente in cui viviamo.

Infatti, il moderno concetto di superorganismo ha permesso di cambiare il concetto di evoluzione della specie umana, che non sarà più vincolata solo dalla variabilità genica del singolo individuo, ma vincolata dalla variabilità genica del microbioma, ovvero dai quattro milioni circa di geni di origine microbica che per noi assolvono a numerose funzioni metaboliche e digestive. Questo rappresenta un cambiamento di paradigma del concetto di relazione simpatica tra microbiota e suo ospite, passando così dal concetto di EGOsystem a quello di ECOsystem.

Il microbiota, quindi, influenza epigeneticamente un gran numero di geni dell’ospite tanto da ritenere che la rottura della stretta relazione tra microbiota e mucosa intestinale è responsabile dell’innesco della patologia infiammatoria intestinale.

Lo studio dei rapporti simbiotici tra ospiti ed ospitati ha permesso di comprendere come il microbioma partecipi a nuove e sorprendenti prospettive evolutive, grazie alle quali si acquisiscono nuove capacità metaboliche e funzioni a vantaggio reciproco nel rapporto ospite/ospitato.

Inoltre, bisogna considerare che il microbiota ha indotto il sistema immunitario a riconoscere e distinguere i microrganismi “cattivi” da quelli “buoni”, ritenendo questi ultimi come self, evitando l’azione del sistema immune che, in questo modo non li elimina. Questo riteniamo sia un ottimo presupposto alla comprensione dei complessi meccanismi di co-evoluzione.

Un microbiota reso efficace e preservato da una dieta adeguata e da opportuni stili di vita, trasferisce i propri benefici all’intero organismo.

A tal fine l’alimentazione è la migliore medicina che la natura possa offrirci per sostenere la stretta relazione tra le delicate strutture cellulari nel rapporto simbiotico tra ospiti ed ospitati, dove non è così scontato che noi rappresentiamo gli ospiti della vastità dei microrganismi che vivono dentro di noi, insieme a noi e per noi, per la nostra salute e per la nostra sopravvivenza. 

Per questo motivo riteniamo ancora valido ed attuale il detto del filosofo tedesco Ludwig Fawerbach:

Noi siamo quello che mangiamo.

 

 


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